Il Sud Africa c’è, Benetton e Zebre anche

http://www.rugby360.it/wp-content/uploads/2018/10/scarlets-benetton.jpgIl Sud Africa c’è, Benetton e Zebre anche
Ancora il top del rugby, nel sabato televisivo italiano. Due le partite mattutine, quelle del Campionship, altre due quelle pomeridiane, le due del Pro14 che hanno visto protagoniste le franchigie italiane.

All Blacks – Springboks era l’incontro che avrebbe potuto consegnare, se non matematicamente almeno virtualmente, il Championship di quest’anno ai neozelandesi e invece, con una grande partita, il Sud Africa, battendo i tuttineri, riapre i giochi. L’ultima vittoria springboks in terra kiwi risaliva a 9 anni fa.

L’inizio, per i sudafricani, è di quelli che non lascerebbero nessuna speranza: già al 16° i neozelandesi sono avanti di 12 punti con le mete di Jordie Barrett e Aaron Smith. Gli Springboks, finché si gioca nello stretto, riescono a tenere ma non appena gli All Blacks decidono di aprire al largo per i sudafricani non c’è nulla da fare.
La partita sembra segnata e invece, a metà del primo tempo, accade quello che non ci si aspetta: due mete in sequenza, la prima di Aphiwe Dyantyi, la seconda di Willie Le Roux, insieme alle trasformazioni di Handré Pollard, portano in vantaggio gli ospiti.
I neozelandesi sembrano accusare il colpo, iniziano a giocare senza quel pragmatismo che li ha sempre contraddistinti e il Sud Africa ne approfitta. Il tempo si chiude sul 17-24 con 3 mete per parte.

Nella prima metà di ripresa gli Springboks tengono bene il campo, ma gli All Blacks si fanno sotto nel punteggio. Mete da una parte e dall’altra, con gli ospiti molto fallosi. Al 67°, sul 29-36 e con il Sudafrica che inizia a sentire la fatica sulle gambe, c’è un giallo per Le Roux. Sembra il momento della svolta: i tuttineri attaccano a pieno organico, i verdi si difendono come possono ma al 74° capitolano. Ardie Savea segna la meta, Bauden Barrett invece colpisce il secondo palo della sua partita. Sul 34-36, e con ancora qualche minuto in inferiorità, per il Sudafrica la sorte sembra segnata e invece i giocatori di Rassie Erasmus, coltello tra i denti, alzano una barriera che si dimostra insuperabile e portano un successo che mancava, come detto, da 9 anni. Peccato per la sconfitta di sabato scorso in casa dell’Australia. Oggi la classifica direbbe altro.

Di sorpresa in sorpresa. A seguire è la volta di Australia-Argentina e anche in questo caso la vittoria arride alla squadra ospite. I Pumas non battevano i Wallabies dal 1983.
Primo quarto di partita che vede le due squadre l’un l’altra superarsi più volte (mete di Will Genia e Israel Folau per i padroni di casa, meta di Nicolás Sánchez e punizione di Emiliano Boffelli per gli ospiti). Al 19°, dopo la marcatura di Folau, si è sul 14-10, poi si continua a giocare in modo spettacolare ma si segna poco.
La meta del nuovo vantaggio argentino arriva solo al 36° con Bautista Delguy. Prima e dopo due mete annullate ai Pumas. Quando l’Argentina dà l’impressione di avere il match in pugno gli australiani si rifanno sotto: la meta è di Dane Haylett-Petty ma Bernard Foley, nel frattempo subentrato a Matt Toomua, sbaglia la trasformazione. 19-20 e partita ancora in bilico.

A questo punto, come nell’altra partita, la fatica inizia a farsi sentire e i falli iniziano a fioccare. Il piede dei calciatori però non è preciso, solo Boffelli riesce a centrare i pali. E sul 23-19, dopo un ultimo infruttuoso assalto australiano, si chiude l’incontro.

In classifica, nonostante la sconfitta, restano ancora in testa gli All Blacks con 16 punti, seguiti dal Sud Africa con 10 e dall’Argentina con 8 punti. Chiude, a 5 punti, l’Australia. La prossima settimana ci si riposa, poi il Sud Africa ospiterà l’Australia mentre Nuova Zelanda andrà a rendere visita all’Argentina.

Nel pomeriggio si è disputato il terzo turno del Guinnes Pro14. La Benetton era impegnata in casa degli Scarlets, mentre le Zebre ospitavano il Cardiff Blues.
Nella prima gara abbiamo assistito a una grande prova della squadra veneta che, nonostante abbia giocato in 14 contro 15 per 55 minuti e addirittura 10 minuti in doppia inferiorità, per larghi tratti è stata in vantaggio, è rimasta in partita fino alle battute finali, ha ottenuto il punto di bonus per le 4 mete segnate e ha perso quello difensivo solo a tempo scaduto.
Fino al rosso di Irné Herbst, arrivato al 26°, la Benetton ha tenuto in mano il pallino del gioco ed era in vantaggio per 12-14 (mete di Nicola Quaglio e Simone Ferrari).
Il rosso, paradossalmente, ha dato ancora più energie ai biancoverdi che, nel finale di primo tempo si difendono senza troppi affanni e poi, all’inizio di secondo, mettono un uno-due che li porta sorprendentemente sul 17-26.
Al 50°, però, un placcaggio alto di Hame Faiva viene punito, probabilmente troppo severamente con un cartellino giallo.

Con 2 uomini in meno la Benetton non crolla e, seppure a volte la difesa è affannosa, riesce a contenere le sfuriate degli Scarlets, che invece sembrano presi dalla frenesia di dover marcare a tutti i costi. I trevigiani capitolano solo allo scadere dei 10 minuti. Sul 24-26 e con ancora 20 minuti da giocare, le gambe degli ospiti iniziano a farsi pesanti e al 64°, al termine di un’azione veloce i padroni di casa passano in vantaggio. 31-26.
Treviso ha però ancora un po’ di benzina nei serbatoi e cinque minuti dopo, con una punizione, Allan accorcia.

Si arriva così agli ultimi minuti, durante i quali i gallesi giocano il tutto per tutto e solo a tempo ormai scaduto riescono a violare ancora una volta la meta ospite. La trasformazione di Halfpenny oltre a rendere più rotonda la vittoria (38-29 sarà il risultato finale) toglie ai trevigiani il punto di bonus difensivo.

Alla fine, per come si erano messe le cose, per la Benetton si tratta un punto guadagnato, ma senza il rosso chissà come sarebbe andata.

Nel secondo incontro, quello di Parma, l’inizio per i padroni di casa è shoccante: in 10 minuti subiscono tre mete e sembra che in campo ci siano solo i gallesi.
I parmigiani si bloccano solo al 15°, con la meta di Carlo Canna, ma poi l’incontro si fa equilibrato. Talmente equilibrato che nessuna delle due squadre riesce a superare l’altro. Si va così al riposo sul 7-21 maturato dopo un quarto d’ora di gioco.

Anche nella seconda frazione regna l’equilibrio, con una leggera supremazia zebrata, ma i primi a fare punti sono i gallesi, al 53°, con una punizione. 7-24.
Intorno al sessantesimo le Zebre accelerano e qualche minuto dopo Johan Meyer viola l’area di meta ospite. 14-24.
Al 71° altra accelerazione zebrata e meta di François Brummer. I due punti di Canna fa riaprono la partita. Sul 21-24 e sette minuti ancora da giocare si può sperare.
Al 79° una touche sui 5 metri, un carrettino parmigiano e la meta di Oliviero Fabiani. 26-24, fischio finale e cinque punto conquistati, punti insperati dopo quell’inizio disastroso.

Il prossimo turno vede le due italiane entrambe in trasferta: la Benetton in casa degli Ospreys, le Zebre dei Dragons.

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Meno Occhipinti

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