Gli All Blacks solitari in testa al Championship

Gli All Blacks solitari in testa al Championship
Tra la mattina e la sera italiana di ieri si è disputata la seconda giornata del Rugby Championship. Ieri mattina, la sera neozelandese, si sono affrontate ad Auckland Nuova Zelanda e Australia, in serata, il pomeriggio argentino, è stata poi la volta di Argentina e Sud Africa. E dopo due turni, il Championship di quest’anno sembra sia già in mano agli All Blacks, che guidano la classifica a punteggio pieno ma che, soprattutto, sembra non abbiano nessun avversario in grado di contrastarli.

Nell’incontro del mattino, giocato sotto una leggera pioggia, dopo i primi minuti in cui accade poco o nulla sono i padroni di casa, al termine di una bella e lunga azione, a marcare per primi, siamo al 13°, con Bauden Barrett.

Intorno al 25° gli Australiani si svegliano dal torpore che hanno vissuto fino a quel momento e, dopo una mischia sotto i pali neozelandesi, e impattano con Will Genia, bravo a cogliere di sorpresa la difesa tuttanera.

La prima frazione si chiude con il contropiede di Ben Smith e la seconda meta di Barrett. Si va al riposo con i padroni di casa in vantaggio, 14-7, e la sensazione che l’Australia stia giocato con il piede sull’acceleratore e che invece gli All Blacks siano andati al piccolo trotto.

Così come la settimana scorsa, i Neozelandesi rientrano in campo con un altro piglio e alla prima azione Joe Moody può esultare per la meta marcata e, pochi minuti dopo, è Liam Squire a tuffarsi al centro dei pali australiani. Sul 28-7 la partita sembra chiusa, nonostante manchino ancora 32 minuti al triplice fischio.

Per il resto del tempo è show tuttonero, nonostante al 55° arrivi la meta di Reece Hodge che porta il risultato sul 28-12.

In precedenza a Jordi Barrett era stata annullata una meta, così come in seguito ne saranno annullate altre due, la prima a Bauden Barrett, la seconda a Waisake Naholo.

Negli ultimi 20 minuti arrivano altre tre mete per gli All Blacks, tutte e tre del numero 10 nero.

Al triplice fischio il tabellone segna un 40-12 che porta altri 5 punti alla classifica dei padroni di casa e, per il sedicesimo anno consecutivo, la Bladisloe Cup, il trofeo che ogni anno si contendono le due squadre, resta ancora in Nuova Zelanda.

Ieri sera, poi, è stata la volta di Argentina e Sud Africa. Al “Malvinas Argentinas” gli Springbooks sono nuovamente colpiti dalla maledizione di Mendoza: dopo la sconfitta subita nel 2016, anche questa volta tornano a casa con niente in mano.

Al termine di una partita tutto sommato equilibrata sono infatti i Pumas a portare a casa la vittoria, vittoria che si concretizza dal 19° al 25°, sette minuti durante i quali i padroni di casa riescono a violare per tre volte l’area di meta ospite e a scavare quel solco che non sarà più colmato.

A passare subito in vantaggio sono gli Argentini, con un calcio piazzato di Nicolás Sánchez, al 4°, cui rispondono dieci minuti dopo i Sudafricani con la meta di Siya Kolisi.

Poi, a metà del tempo, come detto, gli ospiti perdono la bussola e subiscono tre mete, due volte con Bautista Delguy, la terza con Sánchez. Lo stesso numero 10 argentino, al 36°, aggiunge altri tre punti al suo score personale con un drop da metà campo.

A inizio ripresa sono ancora i Pumas a marcare una meta, la segna al 45° Ramiro Moyano al termine di una bella azione dei trequarti. Sul 32-7 la partita sembra chiusa. Il Sud Africa però non accetta di perdere in questo modo e prende in mano il pallino del gioco, ma sono errori banali ad impedire che questa supremazia si converta in punti. Ci prova Lionel Mapoe, e ci riesce, segnando due mete, ma è troppo poco per ribaltare il risultato. L’incontro si chiude sul 32-19, risultato giusto per quello che si è visto in campo.

La classifica vede quindi in testa gli All Blacks con 10 punti, seguiti dal Sud Africa con 5 e dall’Argentina con 4 punti. Fanalino di coda, ancora a zero punti, c’è l’Australia. La prossima settimana il torneo osserverà un turno di riposo, la successiva vede in cartellone Australia-Sud Africa e Nuova Zelanda-Argentina.

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Meno Occhipinti

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