Ragusa Rugby Touch Club

Ragusa Rugby Touch Club
Quando due squadre si affrontano in campo, lo fanno per divertirsi ma soprattutto per vincere. E gli allenatori schierano i 15 migliori che hanno a disposizione.
Ieri sera al campo del rugby di Ragusa è successa una cosa strana: il Padua Rugby Ragusa ha organizzato un torneo di rugby a sette (il famoso Seven che tra qualche mese debutterà alle olimpiadi di Rio) in versione touch, cioè “ti tocco ed è come se ti avessi placcato”, e open, cioè “gioca chi vuole giocare” e alle 20:30, ora in cui era previsto il primo incontro, si sono presentati un centinaio di rugbysti (o aspiranti tali), alcuni eccessivamente sovrappeso, altri con evidenti problemi motori, altri ancora che toccavano una palla ovale per la prima volta. Ma ce n’erano, per fortuna, tanti (la maggior parte) che il rugby lo hanno giocato per tutta la stagione e che si sono affrontati in un torneo a otto squadre, quattro per girone, e che si è concluso ben oltre la mezzanotte. Caratteristica delle equipe essere “miste”: in ciascuna hanno giocato atleti della Senior (alcuni anche provenienti dall’Audax e questa è una cosa che ci ha fatto tanto piacere, perché a Ragusa le società sono due ma il rugby è uno), delle diverse Under (anche in questo caso con atleti che durante la stagione regolare hanno vestito i colori bianconeri) e della femminile.
Non sappiamo quale squadra alla fine abbia vinto (ciascuna è stata ri-battezzata con il nome delle migliori squadre nazionali, Italia compresa) perché noi spettatori eravamo distratti dagli ottimi panini preparati dalle “mamme del terzo tempo paduino”, dalla birra e dai dolci. Ma poco importa perché lo scopo della serata non era giocare per vincere ma giocare per divertirsi, stare insieme, tutti insieme, e condividere l’amore per uno sport che nel suo Dna ha la solidarietà, fra compagni e avversari.
Ma il clou della serata è stato l’incontro tra le due squadre più improbabili finora mai viste, formate da dirigenti, mamme, figli, simpatizzanti. Da una parte la squadra del “Presidente”, capitanata dal massimo dirigenti paduino Vittorio Vindigni (magnifiche ieri le sue ripartenze palla in mano, meglio di Israel Folau), e dall’altra quella del “Terzo Tempo”, guidata da Daniela Vindigni. Il “derby familiare” è stato vinto da quest’ultima squadra, che si è imposta nettamente per 5 mete a 0. La rivincita è stata fissata per l’anno prossimo.
Adesso la palla passa alla femminile del Padua che la prossima settimana andrà a Calvisano per disputare la Finale della Coppa Italia Seven, e poi tutti al mare…

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Meno Occhipinti

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