Un presidente soddisfatto

Un presidente soddisfatto

Padre di alcuni atleti e presidente della società del Padua.  Il suo impegno è grande ma la sua voglia di fare ancora di più! Il rugby gli è entrato nel sangue anche se nella vita si occupa d’altro e, come spesso accade a coloro che entrano a contatto con il rugby, piano piano si accorgono che diventa una parte fondamentale e irrinunciabile di essi… Così da tre anni Vittorio Vindigni è il punto di riferimento societario, dentro e fuori dal campo. Lo avviciniamo per chiedergli un resoconto sulla stagione agonistica e sulla sua esperienza da presidente.

“Questo appena concluso possiamo considerarlo come il primo vero anno della nuova società. A seguito dell’eredità difficile diciamo che i primi due anni sono stati preparatori e di assestamento organizzativo. Questo è l’anno giusto. La nuova dirigenza è formata da un gruppo eterogeneo di persone speciali che impegnano molto tempo e molte energie per il bene del Padua. È così che siamo riusciti a condurre in porto tutte le attività già avviate e anche ad aggiungerne di nuove, come il mini rugby rappresentato dall’Under12 che ci ha dato davvero tante soddisfazioni. Con la 14, nonostante le problematicità iniziali, siamo riusciti a mettere in piedi una squadra non competitiva ma sicuramente preparatoria per il prossimo anno. La 16 ha ottenuto un ottimo terzo posto e, considerando che ci siamo confrontati con squadre di ottimo livello, e che la squadra si è formata durante il campionato, non possiamo che essere ampiamente soddisfatti del lavoro di Gurrieri e dei ragazzi. Con la 18 siamo arrivati in seconda fase. La squadra c’è e va benissimo. Alcuni giocatori passeranno in prima squadra e daranno un grande aiuto alla Senior. Nell’insieme è stato un anno veramente soddisfacente. Abbiamo ottenuto quello che volevamo raggiungere tranne la serie B. Non è stata colpa nostra perché l’impegno lo abbiamo messo tutto. I ragazzi sono stati straordinari ma motivi “extrarugby” non ci hanno consentito l’ambizioso traguardo ma ci proveremo con tutte le forze il prossimo anno. Il nostro allenatore (German Greco n.d.r.) ci crede moltissimo e rimarrà con noi proprio per portare i ragazzi al livello competitivo che meritano. Da agosto ricomincerà a lavorare per prepararli al nuovo campionato e io sono sicuro che conquisteremo un posto in B”.

Qual è la compagine che ha dato più risultati?  “Nessun dubbio, l’Under 12.  Nata quasi per gioco, è diventata in brevissimo tempo una selezione competitiva, ricca di ragazzini con tanta voglia di giocare e crescere nel Padua. Vedere giocare seriamente a rugby quei piccoli “mostriciattoli”, con tecniche e velocità inimmaginabili è davvero molto soddisfacente. Il merito va sicuramente a Giorgio Carbonaro che ha svolto il suo ruolo di allenatore dando il massimo, non so se il prossimo anno seguirà ancora i piccoli o sarà promosso ad affrontare l’impegno di squadre più grandi. La decisione spetta ovviamente da lui. Non dimentichiamo la femminile che nelle mani di Stefano Bellina è diventata molto competitiva al punto che andrà a disputare la finale nazionale a Calvisano (Brescia). Dalla Sicilia partiranno solo le prime due classificate e noi essendo secondi porteremo alto i valori del rugby femminile e ragusano”.

In generale più soddisfazioni o delusioni? “Sicuramente più soddisfazioni”.

Progetti futuri? “Non li posso rivelare” – ride.

Una bella responsabilità fare il presidente del Padua? “Assolutamente sì e me ne rendo pienamente conto dopo tre anni di presidenza. Inizialmente, un po’ superficialmente, l’avevo considerata più leggera. Invece lavorando, anche mentalmente, 12 ore al giorno per il Padua è diventata un’esperienza molto impegnativa. Per fortuna come già detto ho il supporto dei miei collaboratori che riescono ad aiutarmi in modo ineccepibile. In caso contrario sarebbe una faticaccia immane”.

Chi te l’ha fatto fare? “Follia, follia totale”- torna a ridere.

Pentito? “Assolutamente no. Non mi pento mai delle mie scelte. Andrò avanti”.

Dunque il Padua può contare sul suo presidente che ha risposto alla “chiamata” con piacere e che si è guadagnato nel tempo la stima e il rispetto dei collaboratori, offrendo a tutti una grande motivazione, dedizione, spirito di squadra e sacrificio, ma anche con la capacità di ridere di se stesso e di mettersi i discussione.  Un uomo che è riuscito a creare armonia nel team dirigenziale, che ha fatto suoi i valori del rugby, amandolo, e che continua a prodigarsi per essere sempre vicino alle esigenze dei giocatori. In fondo, è un uomo che ha fatto del suo volontariato un servizio del nostro territorio, proponendo una valida alternativa ai tanti ragazzi che desiderano praticare uno sport.

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Loretta Dalola

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